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Made in Italy, are you ready?

Made in Italy appeal: boom di ricerche all’estero

I volumi di ricerca dei prodotti Made in Italy all’estero sono aumentati del 56% negli ultimi 3 anni, ma le PMI sono al passo con i tempi?

Il Made in Italy va tanto all’estero e questo non è di certo un segreto, e possiamo affermare senza dubbio che a dare il boost, non solo per quanto riguarda l’awareness ma soprattutto nel rendere l’acquisto e la distribuzione più accessibile, siano state le evoluzioni digitali e tecnologiche – e qualche onore lo lasciamo anche alla logistica. Il Made in Italy non è una semplice etichetta, è alta qualità, è un valore che ha impiegato secoli di lavoro, passione e savoir-faire per incarnare tutto il fascino dell’Italia riconosciuto all’estero.

Made in Italy appeal
Ben 140 miliardi in 5 anni (fonte il corriere della sera) è il fatturato proveniente dalle esportazioni dei prodotti Made in Italy, facendo slittare il nostro paese sul podio nella classifica dei maggiori esportatori mondiali con una medaglia di bronzo, almeno per ora. Ok il guadagno, ma per quanto riguarda la richiesta? Non potrebbe esserci prospettiva migliore a quanto dice think with google:

“I prodotti italiani vengono cercati in tutto il mondo e il volume di ricerche su Google dei prodotti legati al Made in Italy è aumentato del 56% negli ultimi tre anni, fra il 2015 e il 2018.”

E se lo dicono loro! Tra i paesi che più richiedono le nostre mani e il nostro estro ci sono Brasile, India, Portogallo e USA, e i settori maggiormente in aumento sono: travel (+82%), food (+51%), moda (+49%) e automobili (+21%). Ma ad essere ancora più eclatante è un altro dato e prima ci serve una piccola premessa, giusto per rendere il dato ancora più eclatante.

Le PMI stanno al passo con l’evoluzione?
Il 92% delle imprese attive in Italia sono PMI ed è da loro che dipende per larga parte l’economia del nostro paese – ecco la premessa – ma, secondo un recente studio volto a comprendere gli obiettivi delle piccole e medie imprese italiane commissionato da Google, ad oggi il 70% di queste afferma che la maggior parte dei loro profitti è generato in Italia.

Sembra un paradosso o semplicemente un non sense. C’è ricerca, c’è richiesta ma un’offerta limitata e poco competitiva. Ma allora cos’è che frena le PMI dall’aprirsi all’export?
E Google ha fatto una ricerca anche su questo. La trasformazione digitale e la poca dimestichezza – o fiducia? – nelle tecnologie si guadagnano il primato nelle risposte, ancora oggi.

E quindi possiamo rispondere alla domanda iniziale con un sonoro “No”.
Il 35% delle aziende non ha un sito web aziendale e il 75% non ha mai fatto una campagna online, per non parlare di tutte quelle realtà con grandissime potenzialità che a stento hanno un’identità riconoscibile. Perché ovviamente è assurdo pensare che basti la scritta Made in Italy per vendere, giusto?

Come si può fare per migliorare?
Mettere da parte un budget per la comunicazione è già un ottimo punto di partenza, nemmeno il parroco canta messe senza, a quanto dicono. È necessario comprendere e avere fiducia nelle tecnologie e nelle potenzialità di una strategia globale, prevedendo obiettivi a breve e a lungo termine, con KPI specifiche da monitorare per seguire l’andamento.

Una strategia globale non si limita al sito web o alla semplice presenza sui social e assolutamente non esclude uno studio dell’identità, del posizionamento o la presenza a fiere oppure campagne di digital marketing.

È il partire dagli obiettivi e definire una linea di azione con i giusti touchpoint. Ed è proprio l’insieme dei touchpoint, tutti quelli che servono affinché funzioni la strategia nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi, con un’unità nel messaggio e nella comunicazione che permette ad un’azienda di farsi largo e riservarsi un posto nel mercato competitivo in un’ottica glocal.

Seguire l’evoluzione, è lì che ti vogliamo portare e se ti senti pronto ti guidiamo noi.

Angela Marcello
Angela Marcello

Analisi, studio del tono di voce e del contesto sono alla base del suo lavoro, scrivendo testi dedicati con particolare attenzione all’obiettivo comunicazione, bilanciando tra intrattenimento ed informazione. La sua fisionomia svia dalla sua essenza finemente cinica e ironica.