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La nascita e lo sviluppo di Twitch: la piattaforma V[i]ola.

Nel 2011 nasce Twitch, piattaforma utilizzata per lo streaming di attività da gaming, che nel tempo si è evoluta, fino a essere acquisita da Amazon per quasi 1 miliardo di dollari. Dal 2014 il mondo si è tinto sempre più di viola, espandendo i confini dello streaming. 

La piattaforma ospita ormai tantissime tipologie di live: dal gaming al just chatting, passando poi per cucina e musica, fino ad arrivare all’ASMR. 

Quindi, di cosa si occupa Twitch? E come ha fatto a crescere così tanto?

La prima risposta è semplice: intrattenimento. Ci piace definire questa piattaforma come la ‘’nuova televisione’’. Sempre più persone stanno spostando la propria attenzione sul web, tra video visti su YouTube o sui social, fino alle trasmissioni live dei personaggi che amano.

Con la tv eravamo obbligati a subire un palinsesto, attendendo il giorno e il momento in cui saremmo stati lì davanti, a guardare il programma o il beniamino di cui eravamo fan.

Sulla piattaforma viola invece ci sono delle regole, ma è possibile guardare chiunque e c’è una scelta così ampia, che trovare il modo di intrattenersi è sempre a portata di schermo.

Un primo esempio e grande prova del successo dovuto al ‘‘sempre connesso’’ fu il Grande Fratello, che oltre ad andare in onda in prima serata, permetteva alle persone da casa di guardare al di fuori della trasmissione, i concorrenti live 24/24h.

Inoltre, questo metodo ha fatto affezionare milioni di italiani a diversi personaggi e ha permesso loro di interagire tramite televoto con i propri idoli, per supportarli giorno dopo giorno. Una forma di engagement ancora rozza, ma che ha – da un certo punto di vista – rivoluzionato il concetto di reality show.

La crescita di Twitch infatti, è dovuta al rapporto che è possibile creare con lo streamer che ti piace e al costante scambio di opinioni con gli altri utenti della chat. Una ‘’comitiva’’ sempre attiva, che si dà appuntamento in un ambiente digitale per seguire il creator.

A confermare la progressiva crescita abbiamo i dati del 2020: Twitch Italia ha raggiunto 4 milioni di utenti lo scorso anno, mentre nel mondo ci sono circa 26,5 milioni di visitatori ogni mese, con oltre 6 milioni di streamer. (Fonte: lastampa.it) 

E questo è solo l’inizio.

La parola chiave è TEMPO.

‘’Siamo più in competizione con Fortnite, di quanto non lo siamo con HBO’’

Nel 2018 Netflix fece questa dichiarazione, emblematica di come il tempo sia determinante nella scelta dell’utente. Certo, HBO è uno dei competitor principali, ma come dare torto alla piattaforma rossa, che ha visto il suo target iniziare a chiedersi se giocare ai videogame, guardare gli streamer o qualche serie tv?

Twitch è riuscita nel tempo a mettere insieme tutti quei punti che hanno reso grandi piattaforme di streaming e video sharing, con una sapiente aggiunta di massimo engagement.

L’ingaggio col pubblico è fondamentale e sappiamo che la piattaforma viola è maestra in in materia, tanto da poterne fare un’arma da sfoderare nel tempo.

Abbonarsi a un canale significa dare pieno supporto allo streamer e seguirlo per il piacere di passare del tempo insieme. Questa tipologia di ‘’sottoscrizione’’ è fonte di un legame creatosi col content creator, frutto di stima o profonda ammirazione per le skill mostrate.

Negli anni sono tanti a essersi fatti spazio in Italia, tra cui molti volti ormai conosciuti, che abbiamo visto anche in diverse collaborazioni con grossi brand.

I Top di gamma: chi sta facendo la storia di Twitch Italia.

Siamo onesti: molti di questi streamer li seguiamo anche qui in agenzia e da fan possiamo affermare che sanno creare un’ottima relazione col loro pubblico. Proprio come i brand, ognuno di loro ha una personalità, un tono di voce e si evolve col passare del tempo.

Il gioco o l’attività sono solo il veicolo per arrivare al cuore dell’utente, ma ciò che davvero impressiona è la capacità che hanno di fidelizzare una determinata fetta di pubblico.

Le cifre che guadagnano sono davvero alte e questo è dovuto alle formule di remunerazione di Twitch, tra sub, bits, pubblicità, donazioni e affiliazioni. Per non dimenticare il merchandising, comunemente chiamato ‘’merch’’, che possiamo definire come l’upselling oltre il canale.

Alcuni esempi di merch sono quelli di Zano o Moonryde, messi in vendita e andati sold out in breve tempo, nonostante quello dell’abbigliamento non fosse il loro ramo di competenza. Un chiaro segnale su quanto il concetto di legame ed engagement siano forti se costruiti bene.

Questo è uno dei tratti differenzianti che la piattaforma viola ha – per esempio – rispetto a YouTube, il quale si fonda sulla sola visualizzazione delle pubblicità, motivo per cui l’enorme divario di traffico non pesa molto a Twitch, che ha tanti modi diversi di realizzare profitti.

Un nuovo tipo di consumatore sta nascendo.

Fin troppo spesso in giro sentiamo di persone che criticano nuove realtà senza conoscerle, perché le novità fanno paura, come i cambiamenti. Twitch si ritaglia ogni giorno di più, una parte del nostro tempo, entrando nella nostra routine, proprio come fece la televisione.

In fondo, quale sarebbe la differenza? Un modo come altri di passare il tempo, che regala agli utenti una strada per socializzare – anche se dietro a uno schermo – e divertirsi con i propri idoli. 

Ma non è l’unico merito che ci sentiamo di affidare alla piattaforma viola. Con il suo arrivo ha cambiato le carte in tavola, creando un nuovo tipo di consumatore, attento e molto esigente.

L’utente che naviga su Twitch vuole vivere l’esperienza a 360°: intrattenimento, scambio di opinioni, battute, risate e possibilità di imparare o migliorare qualcosa. D’ora in poi chi sarà attento a una relazione così complessa da instaurare, farà parte di coloro che comunicano a una nuova buyer personas, frutto dell’evoluzione e del progresso tecnologico.

Il nostro obiettivo sarà quello di trovare il modo giusto di comunicare e sviluppare strategie che siano coerenti con questa tipologia di target. Non sarà affatto semplice, ma sfide così ambiziose sono alla base del nostro mestiere e possono solo stimolarci a dare il massimo!

Tutta questione d’attenzione.

Sappiamo che la soglia d’attenzione media è molto bassa, ma questo nuovo tipo di consumatore ha bisogno di essere travolto e coinvolto. Non basteranno le classiche tecniche per provare a generare un engagement morto. 

D’ora in poi ci sarà bisogno di molta più strategia e di effettivi piani di comunicazione che attecchiscano in maniera costante. Per fare un esempio, dovremo metterci nei panni di un agricoltore che lavora ogni giorno nella sua terra, per garantire un buon raccolto.

Farlo richiederà molta concentrazione e sarà complesso, perché dovremo empatizzare ed entrare nelle grazie di un pubblico difficile. I giusti insight e le idee creative che ne scaturiranno sono solo da trovare, perché col tempo nasceranno sempre nuove tipologie di target e tutto sarà nelle mani della nostra capacità di osservare e utilizzare la creatività.

Domenico Di Fiore
Copywriter

Domenico Di Fiore
Domenico Di Fiore

Dalla strategia alla produzione, i contenuti sono la sua specialità. Pianifica e gestisce tutta la parte di email marketing e automation, studiando la struttura adatta dei workflow e gli insight. Delicatamente e sfacciatamente diretto, è un fenomeno nel destreggiarsi tra gentilezza e irriverenza.