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L’e-commerce è più di un negozio online?

Dopo le tante chiacchierate a quattr’occhi con Alessandro Odierna – CEO di American Uncle, e-commerce di snack americani – siamo riusciti a organizzarne un’altra che avesse un focus più specifico e comprendesse a 360° il mondo degli e-commerce.

American Uncle nasce dalla brillante intuizione di Alessandro, che nel tempo è riuscito a trasformare, con le sue capacità e con l’aiuto delle persone giuste, il suo e-commerce in un brand a tutti gli effetti.

Per questo motivo abbiamo pensato a lui come al professionista ideale per quest’intervista, che speriamo possa essere d’aiuto a comprendere meglio il duro lavoro che c’è dietro un e-commerce.

Diamo inizio al nostro Q&A!

1. Viene venduta sempre più l’idea che basti aprire il proprio shop online per iniziare a vendere sin da subito. Dalla tua esperienza, quanto c’è di vero in questa affermazione?

L’idea non è del tutto sbagliata, ma provo a spiegarmi meglio: è normale che un brand già affermato, con clienti pronti ad acquistare, possa vendere da subito se lo shop online è costruito in maniera adeguata.

Certo, l’azienda dovrà organizzare il servizio e tutto quello che viene prima e dopo la vendita, ma se Netflix arriva online con il suo shop di prodotti ispirati alle serie, allora vende dal primo giorno.

Diverso è il caso dell’azienda che ha bisogno di costruire il suo posizionamento, il suo business model, individuare i suoi clienti: in quel caso saranno necessari tempo ed investimenti. Indubbiamente.

2. Questione logistica e magazzino: quali sono gli aspetti più importanti da considerare nella fase di start-up? E quali sono gli elementi o le KPI da monitorare per essere sempre più efficienti?

In tempi pandemici, la vera sfida per le aziende con disponibilità di cassa è quella di avere il prodotto disponibile. Ma tolta questa “piccola” complessità, è necessario fin da subito decidere se partire da una logistica esterna o interna, valutando pro e contro.

Se interna, allora, ci sarà parecchio da lavorare su personale, procedure, informatizzazione e tutto ciò che è necessario per offrire un servizio eccezionale per i clienti. Si può fare, ma sono necessarie competenze dedicate e anche in questo caso, tempo e investimenti.

Chiaramente tutto sarà commisurato agli obiettivi da raggiungere.

3. Parliamo di infrastruttura tecnologica: quanto incide sul business e-commerce l’aspetto tecnologico? Ha un’incidenza maggiore in determinate fasi o è alla base di tutto il progetto?

Tanto, specialmente quando l’obiettivo è quello di scalare.

A prescindere dalla scelta del CMS o di una soluzione sviluppata internamente – in bocca al lupo in questo caso – in generale l’informatizzazione del business è una variabile alla quale dare rilevanza.

Questo perché si può iniziare anche solo con un Woocommerce, un registro dei corrispettivi manuale e un inventario in excel, ma molto presto arriverà il momento di organizzarsi per evitare problemi di sicurezza, contabilità e fiscalità.

Senza tecnologia perdi un vantaggio competitivo, che incide sui costi e sulla gestione in generale.

4. Quali sono i fattori più importanti da tenere in considerazione per rendere scalabile la crescita del proprio e-commerce?

Avere dei prodotti capaci di attirare l’interesse, garantire un’esperienza acquisto adeguata ed essere in grado di comunicare/fare marketing.

5. Come agenzia crediamo che anche se si ha un perfetto piano di marketing e comunicazione, ma non una buona strategia di prodotto, i risultati tarderanno o non arriveranno mai. Quanto è importante per te la strategia di prodotto nell’intero ecosistema dell’e-commerce?

Fondamentale, ma in fin dei conti è ovvio.

Molto spesso si tende a pensare che il marketing possa risolvere i problemi, ma se manca il prodotto da vendere a un prezzo percepito come accettabile dai propri clienti, come si fa a pensare di poter comunque avere senso sul mercato?

Il marketing e la comunicazione amplificano, nel bene e nel male.

6. Si tende a pensare all’e-commerce come qualcosa di diverso da una classicha azienda, con una gestione più semplice e lineare. Quali sono le dinamiche o le procedure, che vengono appunto più sottovalutate? E quali invece sono le più importanti per una corretta e automatizzata gestione?

Molto spesso sento utilizzare questa frase: “Fare e-commerce”. Non la comprendo al 100%. L’e-commerce è un canale di vendita ed è uno dei tanti pezzi del puzzle.

Sicuramente è un’opportunità che può togliere soddisfazioni importanti, ma richiede comunque il coordinamento di operations, marketing e finanza, come in qualsiasi altro business. Più si cresce e più il gioco si fa complesso.

7. Dalla tua esperienza come fondatore e amministratore che ha vissuto tutte le fasi dell’evoluzione della propria azienda, quanto è stato importante affiancarsi a professionisti del marketing e della comunicazione?

Onestamente, non saprei neanche quale potrebbe essere l’alternativa: fare da solo o affidare un’area così rilevante a chi non ha conoscenza della materia?

Fare da solo, ok, se sei capace, ma fino a un certo punto. Prima o poi non avrà più senso farlo e se parti già da un’azienda che gira, avrai altre cose delle quali dovrai preoccuparti: tipo scegliere le persone giuste per continuare a stare sul mercato e crescere.

Abbiamo voluto intervistare Alessandro per condividere il punto di vista di chi vive la vita da E-commerce in maniera diretta, andando a condensare le esperienze maturate che hanno permesso ad American Uncle di intraprendere il percorso fatto fino ad oggi e programmare il futuro.

Se vuoi approfondire cosa abbiamo fatto per American Uncle, qui trovi uno degli ultimi casi studio

Il risultato è che l’E-commerce è accessibile a tutti e con enormi opportunità, ma non è un gioco da ragazzi come spesso viene fatto credere. Si tratta di un canale di vendita ricco di potenzialità che, senza delle solide basi, può diventare un fallimento totale. Qui il nostro articolo ricco di dati sulle opportunità del mondo E-commerce.

Se hai delle domande o vuoi parlarci del tuo progetto, scrivici a hello@ribrainstudio.com oppure tramite la nostra pagina contatti.

A presto e ci becchiamo al prossimo Q&A

Pasquale Bracale
Pasquale Bracale

Fondamentale nella fase di creazione e programmazione della digital strategy, supervisiona tutta l'operatività gestendo le risorse interne al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. Positivo e inesauribile, con lui il black humor ha raggiunto la sua consacrazione.